Il cuore in fiamme di Franco Serantini
Il 5 maggio di due anni fa ero a
Pisa, a vedere la mostra sul ‘68 pisano. La mostra era allestita a Palazzo Blu,
in lungarno Gambacorti, dove il 5 maggio 1972, negli scontri seguiti al
tentativo di impedire un comizio del fascista Niccolai, un compagno anarchico
di 21 anni, Franco Serantini, disarmato, venne massacrato di botte dai
poliziotti. Morì in carcere due giorni dopo.
Dopo aver assistito all'autopsia
l'avvocato Giovanni Sorbi disse: "È stato un trauma assistere
all'autopsia, veder sezionare quel ragazzo che conoscevo. Un corpo massacrato,
al torace, alle spalle, al capo, alle braccia. Tutto imbevuto di sangue. Non
c'era neppure una piccola superficie intoccata. Ho passato una lunga notte di
incubi".
Anche di questo è stata fatta la
nostra gioventù, di ragazzi di vent'anni rimasti a faccia in giù sull'asfalto,
di tante morti assurde rimaste sempre impunite.
A noi che siamo rimasti spetta il
dovere di ricordare.
Gian Paolo Ragnoli, “Giambo”

Commenti
Posta un commento