17 giugno 1976
Avvicinandosi la data delle elezioni, noi della Lega dei Comunisti, insieme a Lotta Continua, decidemmo di fare una festa nella piazza più rappresentativa di Spezia, Piazza Brin, al centro del quartiere operaio umbertino, dove facevamo la diffusione settimanale del nostro giornale, Unità Operaia. Io in quel periodo possedevo una piccola macchina fotografica Ricoh 500 G che aveva il mirino a telemetro per la messa a fuoco e l’esposimetro incorporato e sviluppavo i rullini e ne stampavo le foto nella camera oscura che avevo preparato nel tinello.
In quell’occasione scattai più di un rullino in momenti significativi e il risultato fu buono.
A distanza di tutti questi anni il loro valore va molto oltre la loro qualità. Per molti presenti ritratti nelle foto e per chi li riconosce, è una forte emozione rievocare il ricordo della giovinezza e dei suoi momenti, tra cui fondamentale fu l’impegno ideale. Alcuni furono attratti dalla musica, altri dal bisogno di socializzare, altri dallo studio dei testi marxisti.
Per me la scelta fu preparata dallo scoutismo, che m’insegnò l’impegno politico come servizio e come tale vissi la mia militanza. Scelsi il mio gruppo escludendo quello leninista che è attivo ancora adesso e preferii quello di linea marxista-leninista. Alle prime non mi accorsi che la presenza sul territorio italiano non era totale ma molto limitata, ma credetti che quello sarebbe stato il partito della Rivoluzione.
Cambiare la vita, cambiare la società fu il motto della festa ed era il nostro programma. Mentre noi volevamo cambiare la società, Lotta Continua capì che bisognava anche cambiare la vita, e che cambiando la società sarebbe cambiata anche la vita, sperabilmente in meglio. Io molto dopo capii che cambiando la mia vita avrei potuto in parte cambiare quella delle persone che avevo intorno e lo feci perché la società “mi cambiò” la vita. La vita cambiò per tutti in modo brusco togliendoci molto della gioia che si può vedere in quelle foto di festa dove i sorrisi prevalgono e sono assenti gli sguardi accigliati che dominavano tra gli operai in lotta che sfilavano nei cortei. Il terrorismo e il controterrorismo come sistema di potere cambiarono la nostra cultura e la nostra vita. Vennero per noi l’isolamento, l’individualismo e poi gli ostacoli della vita che per qualcuno furono purtroppo insormontabili.
Per i sopravvissuti, per chi ha fatto un passo avanti nonostante tutto, è stato un successo. Ritrovare, grazie alle mie foto, un clima di amicizia tra ex compagni che hanno condiviso un pezzo di strada, è un forte piacere, un’emozione molto grande! Queste foto sono rispuntate grazie ad alcuni compagni che vi erano ritratti e che mi avevano chiesto le ristampe e ne avevano passato parola a Diego Sanlazzaro che le ha volute nel suo libro di storia musicale spezzina “
Rock, ribelli e avanguardie. Musiche e culture giovanili alla Spezia (1965-1990). La storia, le band, i concerti”. Dopo la loro pubblicazione nel libro sono comparse in diapositive proiettate durante le presentazioni di questo, anche sotto forma di un audiovisivo realizzato dal Centro Dialma Ruggero, tramite gli Archivi della documentazione fotografica e multimediale “Sergio Fregoso”. Allora io ho ottenuto da mio nipote Andrea Luporini, fotografo professionale, la digitalizzazione di quei negativi. Li ho pubblicati in Facebook e li rendo disponibili a chi me ne farà richiesta. Dopo tanti anni (quasi 40!), quelle foto sono perlomeno diventate innocue, fanno parte della storia di una cerchia di società che in seppur piccola parte abbiamo cambiato.
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