Autocritica
Questo è un testo che ho scritto nel '78, quando tutto quel tessuto intricato fatto di militanza politica, sperimentazioni psichedeliche, viaggi, amori, musica, letture, albe viste con gli occhi arrossati, tutto quello che avevamo espresso con una sola parola, Movimento, si stava disfacendo sotto l'attacco dello stato, dell'eroina, delle BR e della nostra incapacità ad immaginare una nuova fase.
Certo restavano, e in molti casi hanno resistito fino ad oggi, i rapporti personali, amicizie nate in un clima di fraternità e solidarietà e concimate dai sogni che sono forse il ricordo più tangibile, perché lo viviamo ancora, che qualcosa, allora, è successo davvero e definitivamente.
Avete provato a fare la rivoluzione, mi ha detto una volta Andrea Bonomi. Sì, ci abbiamo provato, a modo nostro, ma è finita con i morti, il carcere, l'eroina, gli anni ottanta, la solitudine, e il prezzo del biglietto lo stiamo pagando ancora oggi.
Ma non dirò mai che non è servito a nulla esserci, là e allora.
Agli amici di allora, a quelli di adesso e ai nostri amori.
Vagabondage
Viaggiare sempre davanti al sole
rubargli una giornata di cammino
mai diventare più vecchio di un giorno.
Per i vagabondi
che affollano i bar sulla luna
un nuovo giovane zingaro
suonerà il pianoforte.
Ed anche se la strada
non è più la direzione
di qui in avanti/al di là di questo/d'ora in poi
ciò non toglie che sia la nostra.
E come tale la percorriamo
chi saltellando sul vuoto
altri con passo più affannato
qualcuno a velocità chimica.
Ma non importa il come
e neppure il dove
siamo abituati ai salti mortali
il resto è ideologia.
Mangiamo sandwich di realtà
senza più vergogna per le nostre paure
senza più timore se le notizie del pianeta
hanno cessato di essere confortanti.
Disperati e costretti a non pensare
che forse poteva esserci un'altra vita
rendiamo testimonianze contraddittorie
insistiamo a parlare d'altro.
Basta così l'incidente è chiuso
non sappiamo se accadrà di nuovo
custodiamo da qualche parte allora
il desiderio di riprovarci.
Viaggiare sempre davanti al sole
rubargli una giornata di cammino
continuare sempre così
mai diventare più vecchio di un giorno.
Giambo, Gian Paolo Ragnoli
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Questo post, aperto con la poesia di Giambo, è invece nato da un pensiero che mi cova dentro dopo più di 50 post di questo nostro blog dei "Tempi dei cuori che s'infiammano". Qualche reazione ai nostri articoli suppone che noi tutti fossimo rimasti fermi ai nostri anni settanta e ci proiettassimo in quel lontano passato come rifugio dal nostro comune presente. Vorrei che si aprisse una discussione sul nostro pensiero critico, invece. A questo proposito pubblico una discussione privata in chat con un'amica.
Anna: Sei un archivio vivente dei cuori in fiamme. Lo leggo con piacere, ero un pochino più giovane, sono del '63, quindi quando racconti certi fatti io li ho vissuti con un altro spirito. Io ero al liceo classico e il clima alla fine degli anni '70 non era dei migliori, nei miei ricordi. Mi è bastato il motto "se non sei di sinistra sei di destra e allora sei un nemico". Ho sempre evitato gruppi estremi. Mi piace il tuo amarcord anche se non lo condivido ideologicamente. È bello avere avuto ideali forti in gioventù, cosa che non vedo nei giovani di oggi, per lo meno non con la stessa intensità. Il discorso è molto lungo e non si può affrontare qui. In tempi migliori mi piacerebbe una lunga chiacchierata con te. Mi raccomando non frainterdermi... ognuno ha avuto i suoi sogni... Non sto dicendo che avete sbagliato. Il mondo ha preso un'altra strada. Io non mi sento ora di dire che sia peggiore, ma non mi sento di dirti che avevate ragione. Mi sembra, da tutto quello che ho letto, anche in pezzi non tuoi, che non ci sia mai un momento di autocritica. Avrebbe avuto più valore, secondo me! Ripeto secondo me! Una tua follower da tempo!😍
Cara amica, la mia fu una scelta di ricerca di giustizia, uguaglianza, libertà ed anche fraternità. Molti furono gli errori. I più gravi li compì il PCI. Anche nei nostri confronti. Noi non gliene risparmiavamo una. Oggi io ho fatto altri percorsi. Non credo più nell'uguaglianza nel senso che uno vale uno, ma credo nelle pari opportunità. Un'ideologia perfetta non ce l'ho. Credo che se l'uomo non si evolve non ha destino sulla terra. Gli anarchici migliori hanno il mio rispetto e anch'io ho un'utopia di un mondo solidale e responsabile che soddisfi i bisogni di tutti. Non ci sono abbastanza uomini e donne responsabili e solidali per un mondo così. Sono il capofila di questo progetto in cui sono stato tirato dentro controvoglia perché credo che, dopo tutti questi anni di sofferenza, abbiamo il diritto anche noi di raccontare le nostre storie, che sono fatte di punti di vista forse parziali, da parte di qualcuno anche vanitosi. Io so che non abbiamo lezioni da dare ma solo importanti testimonianze. La mia è che non rinnego quel periodo e neppure quelli dopo. Siamo sospinti dalla Necessità e io preferisco essere trasparente, aperto e autentico piuttosto che falso o omertoso. Non ho più nulla da perdere né da guadagnare.
Anna: Sei giusto, onesto e critico. Chi è arrivato alla nostra età, anche se non ha fatto la guerra e la resistenza, ha comunque visto lo stravolgimento di tutti gli ideali, morire partiti storici, nascere nuove correnti e morire poco dopo. Ora, per quanto mi riguarda, c'è il nulla. L'unica cosa che posso insegnare a mia figlia consiste nei i valori della nostra famiglia, i valori personali dell'onestà e della lotta contro i pregiudizi di genere e di qualsiasi tipo, ecc... ma come si fa a guardare la politica????
C'è da aspettarsi una serie di proteste e illegalità di massa simili a quelle dei paesi arabi e della Francia. Le proteste antirazziste non hanno solo questa colorazione. Il malcontento è economico e sociale. In molti paesi viene incanalato nei sovranismi ma questi si guardano bene dall'intaccare la causa delle contraddizioni del capitalismo. Il sistema imploderà perché prevede la crescita continua che invece ha il suo limite nel grado di sopportazione dell'ambiente e degli uomini stessi. La Terra si ribella. La pandemia, i disastri, sono i segni dei Tempi. Tempi di cuori che s'infiammeranno. Anche senza la soluzione bell'e fatta. Una bella responsabilità avere figli…
Anna: Come non darti ragione!!!
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Ieri Gian Luigi Ago mi ha inviato questo link di un'intervista che Giambo fece a tre dei componenti degli Stormy Six nel 1980. Loro si ponevano già gli stessi nostri interrogativi sul "dopo". Nella vita il progetto cambia… anche se la meta è uguale per tutti, "si naviga a vista".
Intervista di Giambo a tre Stormy Six - 1980 - Facebook
(il link YouTube Intervista agli Stormy Six, P.zza Chiodo-La Spezia, Gian Paolo Ragnoli/Gian Luigi Ago)
Paolo Luporini
E' aperto il dibattito...
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