GIAMBO - Anni




Giambo - Gian Paolo Ragnoli 


Anni

Te le ricordi quelle mattine di cortei

e pomeriggi a cantare i nostri morti,

Franceschi, Serantini, Lorusso, Saltarelli,

ed io con te così contento di sentire

quello che sentivamo in tanti.

Ora trent'anni dopo ci ritroviamo come

due viaggiatori persi lungo il viaggio

fermi a guardarci in faccia ad ogni incrocio

carichi di memorie e di sconfitte

e ancora e più dei quotidiani affanni

col secolo finito sulle spalle

e l'avvenire ormai quasi passato.

Vorrei poter guardare nei tuoi occhi

senza un solo rimorso, amico mio,

vorrei che tu mi sentissi sincero

se ti ripeto io sono la mia storia.

Forse ritorneranno gli anni urlati

dove ragazzi ancora, senza quasi sapere,

contro il senso comune si metteranno

ad agitare i propri pugni al cielo

immaginando un mondo rovesciato.

O forse no e moriremo di televisione

supermercati pranzi veloci e regole pesanti.

Ma volgendo agli anni le spalle

per non farmi scoprire

ripenserò ogni tanto ai miei compagni

ai tempi nei quali il mio pensiero

non si sapeva distinguere dal tuo

tanto una cosa sola

per un lungo momento siamo stati.




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