GIAMBO - Some Like It Hot - Antinuclear Radio Performance
A
chiusura della serie GIAMBO una spiegazione sulla donazione di queste sette
“poesie” di Gian Paolo Ragnoli al blog “Tempi dei cuori che s’infiammano”.
All’inizio di questa impresa, due anni fa, ci siamo radunati in collettivo
intorno al progetto di un libro fotografico d’istantanee del periodo che va dal
’75 al ’78. Se n’è già parlato prima. Il numero di trenta coinvolti può dare la
sensazione della condivisione delle finalità del progetto, quello di completare
immagini di reportage giornalistico con storie personali e testimonianze.
Speriamo di aver dato questa testimonianza in modo autentico. “Giambo” ha
voluto contribuire riccamente offrendo suoi testi e poesie pubblicate nel 2017
nel suo primo libro “Un lungo addio” e già comparse altrove, sia sui social sia
in altri blog. Nella sua Nota dell’Autore si può leggere: «Questi testi – sono
sempre stato in imbarazzo a definirli “poesie” – sono stati scritti nell’arco
di quarant’anni, dal 1977 al 2017. A modo loro raccontano una specie di
autobiografia, individuale ma anche collettiva, perché i sogni, i desideri, le
speranze dell’io che scrive sono quelli della sua generazione, quella che ha
tentato “l’assalto al cielo”. Sappiamo tutti com’è andata a finire, ma rimango
convinto che “non è detto che chi ha perso non avesse ragione”». “Giambo”,
nella sua nota, dichiara le fonti alle quali sono ispirate alcune delle
“poesie” più significative e chiude con questa frase, prima dei ringraziamenti:
«Tutti gli altri furti, innumerevoli, sono da considerarsi atti d’amore.».
Il
post di oggi è un modo collettivo per ringraziarlo.
La Spezia, Radio Popolare
Alternativa, sabato 25 luglio 1981, ore 18:30
Some Like It Hot
Antinuclear Radio Performance
Red Alarm: voce
Xindrox: chitarra elettrica e
distorsori
Electric Shock: sintetizzatore e
chitarra elettrica
Rudi Veo ricorda che tutta la
questione nacque da un trafiletto de La Nazione che lesse quell’estate che
parlava di un’esercitazione di Difesa Nucleare. Rudi iniziò a trasmettere da
Radio Popolare Alternativa in via Lunigiana. Ci fu un’assemblea in cui erano
presenti Antonello Pischedda e Sergio Fregoso e nel dibattito si parlò di
convertire il settore industriale bellico.
Invece Alessandro Achilli scrive: “A Radio Popolare Alternativa condussi una trasmissione regolare
(non so più se una o più volte la settimana) solamente nel periodo di San
Venerio.
La mia trasmissione andava in onda in diretta intorno alle 14 o
alle 15 e per prendere il piccolo bus che mi portava fino a San Venerio dovevo
correre fino a (mi pare) piazza Chiodo non appena uscivo da scuola (il liceo
scientifico) alle 13. Se non correvo, perdevo il bus, e il successivo arrivava
troppo tardi. Quindi ogni volta era un bagno di sudore.
Il mio programma si chiamava Radio Gnome Invisible (come un brano
dei Gong, ovviamente usato come sigla). Riguardo alla musica che mettevo
ricordo solo una puntata su Carla Bley, che di lì a poco (il 20 luglio 1978)
avrebbe suonato a Umbria Jazz, dove andai poi a sentirla partendo da Spezia in
autostop con un’amica e un amico.
È quindi probabile che la mia trasmissione sia iniziata nell’autunno
’77 o nei primi mesi del ’78 e proseguita fino a quell’estate del 1978. In ogni
caso, sono ragionevolmente sicuro che sia cessata prima del trasferimento della
radio in via Lunigiana, che credo sia coinciso – grosso modo – con il mio
trasferimento a Bologna.
Dai microfoni di via Lunigiana non so se mi capitò mai di parlare:
ci andai, sì, qualche volta, forse non più di due o tre, quasi sempre con
Giambo. Mi pare anzi che fossi proprio io al mixer quando Ted Malvern
(adottando per l’occasione lo pseudonimo di Red Alarm) fece in diretta la sua
«Some Like It Hot - Antinuclear Radio Performance», accompagnato da Xindrox
(chitarra e distorsori) ed Electric Shock (sintetizzatore e chitarra). Ho qui
la cassetta, che registrai direttamente dal mixer.”.
Alessandro ha convertito l’audio analogico in mp3 e me l’ha
spedito. Io, per fare una sorpresa a Giambo, ne pubblico un video oggi, nel
39esimo anniversario della messa in onda.
Paolo Luporini
bellissimo!!!!! radio popolare era un posto magico!
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