GIAMBO - Tornino dunque i tempi dei cuori che s’infiammano
Una catena di immagini lampeggianti
suggeriva un tempo Dylan
una poesia di Rimbaud
scritta con un pennarello nero punta fine su un
foglio di quaderno a righe
le pallottole
che si schiantavano sul muretto del ponte sul Tevere
il 12 marzo
mentre lo attraversavamo correndo verso l’ultimo
autobus
la notte di capodanno a casa di Nicola
con una mia foto a Pisa, al Giardino Scotto (Libertà
4?)
che spunta fuori all’improvviso
la Francia, sempre la Francia
la canzone di Lolli, Anna che brinda alla sua
anarchia
vecchia sporca sede, rassicurante madre
Tiziana che batte i testi della Busta
l’amore al pomeriggio in casa di un trotskista
A/traverso, Alice, il comunismo giovane e felice
Marta piccola, addormentata in braccio a me
basco/impermeabile/jeans/Clarks, mancano solo le
Gauloises
i cortei gridando Astronomia Operaia, prendendo in
giro i duriepuri
che adesso magari sono passati armi e bagagli dall’altra parte
una bella botta di afgano nero
di nuovo l’amore, l’amicizia e la speranza annodati
stretti insieme.
Songs of Innocence allora, Songs of Experience
adesso .
Come si usava dire il terribile è già accaduto.
Ma anche se la Storia ci ha sconfitti
e poi tranquillamente macinati e dimenticati
ci rimangono le storie.
Da raccontare.
Songs of Innocence e Song of experience William Blake

Cospirare vuol dire respirare insieme,
RispondiEliminafino a che lo facciamo avranno sempre paura.