PER UNA SCUOLETTA DI PUGILATO NEL TEMPO DELLA BOLLA SPECULATIVA
PER UNA SCUOLETTA DI PUGILATO NEL TEMPO DELLA BOLLA
SPECULATIVA
Non diciamo
se il maestro che fondò la scuoletta
dai cazzotti ha il naso a sella o restò carino
come un gran bell’ angioletto. E lo sa coi suoi di
nasi appunto a naso appunto la gente imperfetta oh
poverina,
che il giro di commesse militari che vanno in
crescendo
sul gobbo di salari e pensioni che vanno in calando
non è come un
muscolo sano innestato all’ osso
per fare sforzi naturali sani
e le violenze fatte di soldi sono puntelli
artificiali e protesi
per decadenze viscide ma aggressive ma fatte di
soldi. Dunque:
possono farsi in palestra ragazzotti e una bambina
la cosa apposta a salvarsi la vita: una grinta
da rivincita che imponga esattezza ai colpi e
rispetti la norma
numero uno che è: “niente sconti”.
E se
dentro non c’è spazio
sta in cortile il pungiball ; se maestro
si distrae
interrompe i suoi salti sul posto un piccino e tira
un fischione a uno
mezzo grosso e mezzo adulto sono umani che ci ride.
Svicolando
vecchiezze deluse e gioventù boccheggianti tra loro rammentano a volte
maestro
e amici antichi match come antichi fatti di eroi compressi
in quindici in fondo arrivarci round; ma non torna Sugar
dall’ altro mondo Robinson Ray; dal poster
non esce ape che punge o farfalla Alì a volarsene
in nuove
membra di atleti nuovi giovani adesso
con lo sport professionistico al capolinea per via del
caro
signor mercato.
E’
minestra riscaldata la commozione
per chi riformatorio incrociò o la droga e non
sotterrò coltello
dentro la pancia del gioielliere e grazie boxe tu
che salvi sguaiate vite
targate Bronx; ma canta
sotto lampada ring leggenda tenera e storia
di un salvataggio o di qualche salvataggio ma vera e
col tutto esaurito
di biglietti al botteghino a lieto fine e davvero
un po’ troppo lui
se la cavò da solo in quel tempo dei ragazzacci
rettificati perché anche possa quel suo di tempo
essere
il nostro tempo. Serve
in questo adesso qui di adesso
alleanza di ferro
con chi rischia per non farsi licenziare la
pellaccia in cantiere o fa straordinari
a spalle stanche in fonderia se ha figli; e con chi
fa
accattonaggio in solitudine di nebbia e con altra
di gente del tipo che
sul lavoro se la porta il caporale interinale e due
di padroni
su collottola si porta due di numero toccare prego
e dare,
bisogna, fiato
a chi sfiata nel call – center tra chiamate come
raffiche di mitra. Non
possumus
obliterare
lavavetri inadatti a public relations con gente
fina
allontanati da semafori e migranti a pronta ciccia
per espulsioni e sloggi e pogrom e leggi
a tolleranza zero multiuso a braccare anche cortei
antifascisti e di centri sociali
e del lavoro dipendente italo indigeno persino
quando pestano i birri
davanti a confindustria le signore maestranze in
protesta per gli arsi vivi
similtorinesi in Tyssen Krupp occidentali e non
senza di loro
ci salveremo noi dall’ uranio impoverito e finanziaria
che sfratta
ortopedia dall’ ospedale e da incendi boschivi e da
maremoti che avvolgono arcipelagi e coste e da
guerra infinita e da chi privatizza l’acqua e da
business di monnezza custodita dall’esercito: e noi
con loro
ci salveremo se con loro noi per sempre strapperemo
gli artigli ai ricchi: o non ci
salveremo.
Non serve più guardare in aria con distrazione:
sul tavolo altri ordini del giorno non ce ne sono. E
problema: se debba un cuore gentile friggere per un
terzino che resti sul campo just in time del suo calcio di rigore oh preservato
nervo sciatico stinco sputagli addosso caviglia
quotati in borsa o possa quel cuore separarsi da liquame detto “la sua
squadra del cuore” fatto di vip e commendatori basato
sopra gente di sostegno che non conta perché
contano i tifosi un bel niente di niente come
risparmiatori
niente di niente di niente in borsa piccoli sfusi di niente contano
niente che i grossi chiamano “parco buoi” e subiscono truffe o come
dentro un partito comunista venduto che prenda
dall’ alto
prebende e mandi segnali in basso
di non difendersi in cambio e becca il suo chicco su
mano amica
del nemico; a effetto cascata
disperazione si espande nube nera su teste convulse
e membri
di parlamenti ed enti e giunte con redditi senza grinze
le proprie
vite confortano contro milioni di altre di vite di
altri tra le
noblesse cittadine notabilato in ambienti un po’ su
distinti accolto: la base intanto
criticamente opinando graziecaro del contributo
graziecara critico appunto opinione senza
conseguenze opinando appunto criticamente opina:
così
appassionatamente senza pretese spumeggia olé
nazionalpopolare freschezza con palpiti
alla lotta sociale scippati gratuiti olé
popolargenuina un po’ olé déjà vu olé olé.
Ma pedalando all’indietro fino alle corde che non
ci sono su ring che manca
perché mancano i soldi e il piatto piange intanto
che si
avvicina come fosse in carne ed ossa a passi corti
molleggiati
il tracagnotto o meglio fantasma di un tracagnotto
o tratteggio o di lui
l’ipotesi o nuvola d’oro in forma
di tracagnotto o di qualsiasi altro tipo che fosse pensato
come
vero tra cui mancini e incassatori e stilisti e
fighter ed altri secondo ancora
ricordi e somiglianze e gracili eco di
racconti approntare immediato sbarramento di jab a
difesa
ed in appoggio a contrattacchi previsti ma sempre
arretrando con in
testa la combine difesa – attacco e con membra che
formino gesti adatti
alla doppia funzione nello sforzo unificato. Niente
politica dei due tempi. E come
dei polpastrelli nelle flessioni per terra
facendo fulcro
si rafforzano le dita tutte e venti, così pensando problemi
multipli
derivati da multiple chances di avversari che ne avrebbero di chances se
esistessero, lavoro dai molti problemi assieme
testa più ampia richiede della
testa da un solo problema alla volta e smettila dico
di ragionare sulla gente che non c’è ma siamo matti
io no ma dai e
dai. Se
lo sparring – partner non ce l’hai
fai un po’ quel che tu puoi e trasformalo il peggio
nel meglio. Amplia
orizzonti al di là dei nostri nasi stop.
Funzioni popolari vecchie e nuove ad usi diversi. La
gavetta schiscetta per la pappa sul lavoro a comparti per minestra separata da frittata
nelle case preparata con cessi in ballatoi e rudimenti di pensiero che in una
sola morsa più di una cosa concreta sola abbraccia astratto pensiero che
militanti delle sconfitte passate non ebbero radicato ln teste - pance fiorito
adatto a scontri per scommesse troppo dure per normali allibratori in posti
acciaccati trascurati dal business con pungiball nei cortili è sagomata la
voglia dell’ astrazione che ha la voglia di vincere fino in fondo. Da sudore
testimonianza di puzzo di corpo artigianalmente accaldato umano fuoriesce grumo
di pensiero freddo astratto embrione e rudimento. Lo sgrosserai. Oh sì! Lo
pomicerai e col tuo fiato e l’ olio di gomito luciderai pensiero astratto
figlio legittimo del tuo puzzo. Per non restare per sempre nella bocca del
gatto.
Come
quando con i soldi da una ditta se ne va la proprietà;
restiamo
tra vecchi muri
e macchinari strizzati;
vendendo prodotti di fabbrica occupata
al prezzo di cassa di sciopero
accorciato del profitto del parassita
generiamo contrattacco che parte da rantolo
strangolato
di difesa quasi come se uno bloccasse passi
indietro
con un colpo che anticipi il colpo già letto negli
occhi di fronte e un angolo
infinitesimale dell’universo si ribalta e capannoni
svuotati oppure
inaciditi per gli strappi muscolari di dentro e
rosicchiati orizzonti fuori inalano
striminzita goduriosa boccata di filo pulito di
ossigeno e c’è mormorio croccante in sala
accanto a porte d’entrata-uscita luci piccole e in
giro e tra pubblico attorno agli
addetti a
bordo ring aurora.
FINE


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