Trasporti gratis per tutti
Paolo Luporini
Questa
odierna giornata di luglio probabilmente di mare ci riporta alla necessità
degli spostamenti, per svago o per necessità, che si prevede saranno
prevalentemente di tipo individuale. Con tutte le problematiche della prevenzione
del contagio del COVID-19, il trasporto pubblico va regolamentato severamente.
Eppure, la scelta dei tempi sarebbe che questo trasporto collettivo fosse
incrementato e che la scelta individuale fosse differente da quella ad
alimentazione ad idrocarburi. Sarebbe anche una questione di costi, oltre che
di ecologia e di traffico. C’è pure un aspetto di sicurezza stradale e di
utilizzo del tempo.
Il
trasporto pubblico nei nostri paesi capitalistici è diviso tra aziende private
(che rispondono a criteri di mercato) e municipalizzate. Le aziende private
entrano in crisi se i guadagni non coprono le spese e, per rincorrere i
profitti, le spese vengono tagliate di continuo. E’ stato il caso, nella nostra
provincia, di aziende storiche come la SITA, la Lazzi, la SARSA, la F.lli Lorenzini
e la ABC Brun Caprini, cito a memoria, che, con eccezione di Lorenzini,
chiusero o furono assorbite dalla FITRAM, antenata dell’attuale ATC, non senza
le doverose lotte per la conservazione del posto di lavoro.
Eccovi
un volantino d’epoca che ripropone le tematiche di un gioco di difesa che mai
punta al nocciolo della questione, che sarebbe la scelta di trasporti gratuiti
per tutti forniti da municipalizzate finanziate da un contributo proveniente
dall’erario. Una misura di socialismo che invece si aborrisce, con i disastri
che ne conseguono.
Cfr: “L’insostenibile
pesantezza del muoversi” . William Domenichini



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