CUORI IN FIAMME - Mercatino rosso



Ph: Paolo Luporini




“Per i Mercatini Rossi andarono a  prendere  la  carne  Armando  Pardini  e  Ginon.  Anche  Giovanni  La Greca ebbe una parte significativa nell’organizzazione di questo tipo di lotte.  Non  mi  ricordo  tutti  i  nomi,  ma  sicuramente  Iro  Armani.  Queste lotte ci fecero vivere in un modo del tutto particolare. La militanza era notte e giorno. Si dormiva saltuariamente. Si stava insieme sempre. Si allargava il gruppo non solo dei militanti ma anche di chi simpatizzava solo a questo tipo d’iniziative. Si finiva a mangiare insieme. Nella sede in via Fiume si aspettava che il forno dopo il ponte della Scorza aprisse per  mangiare  la  focaccia  calda.  Ci  trovavamo  a  mangiare  alle  tre  di notte…  E’  stata  una  stagione  di  grande  impegno  collettivo  e  di entusiasmo.  Le  lotte  sociali  si  legavano  strettamente  all’antifascismo perché si radicavano nei quartieri con una forte memoria resistenziale, caratterizzati  da  una  continua  vigilanza  contro  il  neofascismo,  il fascismo  che  ancora  voleva  manifestare  la  sua  presenza.



















L’iniziativa dei  Mercatini  Rossi,  di  breve  durata,  fu  un  concreto  contrasto  al Carovita ma di limitato valore mentre ebbe un forte impatto simbolico e informativo  dei  costosi  passaggi  della  distribuzione  che  vedevano raddoppiare il prezzo delle merci dal grossista al dettaglio. L’aver potuto vendere  la  carne  sottovuoto  poté  fugare  il  tentativo,  anche  da  parte della  sinistra  parlamentare,  di  insinuare  che  in  questo  tipo  di  vendita avrebbero potuto esserci problemi sanitari. Queste voci furono smentite dall’evidenza e pure dal controllo sanitario effettuato dai vigili. Fatto sta che in quel periodo il prezzo della carne diminuì di molto.



















A  fronte  del  grosso  risultato  di  aggregazione  e  radicamento  nel quartiere,  la  repressione  giudiziaria  non  si  fece  attendere.  Alcuni promotori  e  partecipanti  all’iniziativa  furono  denunciati.  Oltre  a  me ricordo  Paolo  Luporini  ma  ci  furono  altri  compagni.  Poi  intervenne un’Amnistia  ma,  finito  il  movimento,  finita  Lotta  Continua  e  pure  altri gruppi  che  vi  avevano  partecipato,  il  Mercatino  Rosso  lasciò  a  noi  le parcelle  degli  avvocati  da  pagare.  Ricordo  che  pagai  la  mia  parte  e anche quella di altri compagni, oltre che di mia tasca, anche vendendo alcuni beni di Lotta Continua, come il ciclostile.”

(Le Lotte Sociali di Amilcare Mario Grassi dello Celè, post dell’8 maggio 2020 del blog “Tempi dei cuori che s’infiammano”)
























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