CUORI IN FIAMME - Mercatino rosso
“Per i
Mercatini Rossi andarono a prendere la
carne Armando Pardini
e Ginon. Anche
Giovanni La Greca ebbe una parte
significativa nell’organizzazione di questo tipo di lotte. Non
mi ricordo tutti
i nomi, ma
sicuramente Iro Armani.
Queste lotte ci fecero vivere in un modo del tutto particolare. La
militanza era notte e giorno. Si dormiva saltuariamente. Si stava insieme
sempre. Si allargava il gruppo non solo dei militanti ma anche di chi
simpatizzava solo a questo tipo d’iniziative. Si finiva a mangiare insieme.
Nella sede in via Fiume si aspettava che il forno dopo il ponte della Scorza
aprisse per mangiare la
focaccia calda. Ci trovavamo a
mangiare alle tre di
notte… E’ stata
una stagione di
grande impegno collettivo
e di entusiasmo. Le
lotte sociali si
legavano strettamente all’antifascismo perché si radicavano nei
quartieri con una forte memoria resistenziale, caratterizzati da
una continua vigilanza
contro il neofascismo,
il fascismo che ancora
voleva manifestare la
sua presenza.
L’iniziativa dei Mercatini Rossi, di breve durata, fu un concreto contrasto al Carovita ma di limitato valore mentre ebbe un forte impatto simbolico e informativo dei costosi passaggi della distribuzione che vedevano raddoppiare il prezzo delle merci dal grossista al dettaglio. L’aver potuto vendere la carne sottovuoto poté fugare il tentativo, anche da parte della sinistra parlamentare, di insinuare che in questo tipo di vendita avrebbero potuto esserci problemi sanitari. Queste voci furono smentite dall’evidenza e pure dal controllo sanitario effettuato dai vigili. Fatto sta che in quel periodo il prezzo della carne diminuì di molto.
A fronte del grosso risultato di aggregazione e radicamento nel quartiere, la repressione giudiziaria non si fece attendere. Alcuni promotori e partecipanti all’iniziativa furono denunciati. Oltre a me ricordo Paolo Luporini ma ci furono altri compagni. Poi intervenne un’Amnistia ma, finito il movimento, finita Lotta Continua e pure altri gruppi che vi avevano partecipato, il Mercatino Rosso lasciò a noi le parcelle degli avvocati da pagare. Ricordo che pagai la mia parte e anche quella di altri compagni, oltre che di mia tasca, anche vendendo alcuni beni di Lotta Continua, come il ciclostile.”
(Le Lotte Sociali di Amilcare Mario Grassi dello Celè, post dell’8 maggio 2020 del blog “Tempi dei cuori che s’infiammano”)
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