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Gli amici di Annalisa

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Annalisa Quintavalla Vedo i miei amici sempre come erano. Li ricordo giovani e belli, sorridenti e pieni di idee, o anche tristi e pigri. Non importa.  Non mi piace il corpo che invecchia, non mi piace la testa che rallenta, non mi piacciono le malattie, non mi piace l’arrendersi muti ad una ripetitiva quotidianità. Banale, penserete voi. A chi piace. Eppure succede. Di continuo. E allora scavo in quel cassetto di polverose cianfrusaglie, di rimorsi, di peccati non detti, di paure, di parole ammuffite perché non dette, di esperienze non fatte, di dolori, di perdite e, prima o poi la perla la trovo. Sta lì, in fondo, ben nascosta, come avesse timore di essere trovata, polverosa, pare spenta, ma basta portarla in superficie che sprigiona una luce che acceca. C’è una perla in ogni cassetto, si nasconde ma vuole solo essere trovata. La cerco e supero il presente. Giovani, belli, con gli occhi che ridono o pieni di pianto, col cuore in tumulto, innamorati pazzi. Io li ricord...

QUELLO CHE M'INDIGNA

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Elio Dolcelli QUELLO CHE M'INDIGNA  È SCOPRIRE GLI STRUZZI CHE HANNO TIRATO FUORI LA TESTA DALLA SABBIA. Le violenze in carcere ci sono sempre state e continueranno appena si plachino le voci che s'indignano perché le scoprono oggi e gli struzzi potranno tornare a mettere la testa sotto terra. Come se gli anni '60 '70 non avessero fatto luce sulle violenze e sulla mancanza di diritti dei detenuti. Violenze scordate da tanti che PEROSANNANO PASOLINI SU VALLE GIULIA, scordando che quelli stessi spararono a REGGIO EMILIA, AVOLA, BATTIPAGLIA sugli operai scioperanti x i loro diritti. Tutti quei morti x mano dei servi dello stato sono stati scordati perché i nuovi nemici erano diventati gli studenti. Un'occupazione pacifica x fare assemblea viene assaltata dalla polizia, hanno reagito x difendersi e guarda caso spunta IL COMPAGNO COMUNISTA CHE DIVENTA PORTAVOCE DELLO STATO. . Gli piace il battaglione Padova che massacrava chi gli capitava a tiro. Ragazzini, r...

La Comune di Parigi - Patrizio Cozzani, Gian Luigi Ago

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Rivendico il merito di aver proposto questa felice collaborazione tra l'ispirazione di   Patrizio Cozzani   e l'esperienza e la voce di   Gian Luigi Ago . Bravi! E' un buon lavoro! Lo pubblico in "Tempi dei cuori che s'infiammano". Paolo Luporini https://www.youtube.com/watch?v=x0628LUVPuc&ab_channel=GianLuigiAgoVideo

La storia della prima tessera di RPA

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Paolo Luporini Che grande regalo m'hai fatto,  P aola Polito ! Questa tessera l'ho ideata io, graficamente. Le tessere le ho stampate tutte io con il ciclostile, un foglio alla volta, sempre inchiostrando. Disperavo di rivederne una! Un vero cimelio! Scendendo a descrivere qualche dettaglio della storia di questa tessera di Radio Popolare Alternativa, si rese necessario realizzarla per evitare di staccare biglietti per un concerto popolare estivo nel piccolo parco di Melara dove facemmo venire per un loro spettacolo i musicisti del Gruppo Folk Internazionale. Come cooperativa e con l'acquisto di questa tessera si poteva assistere allo spettacolo, che fu bellissimo. Ballavamo sulle note di Daloy Polizei, il brano che presento con questo link di YouTube.  https://www.youtube.com/watch?v=t-Ni6xzDnFc&ab_channel=GabrieleCini L'ideazione fu molto semplice perché c'era la necessità di stamparle in fretta. Mi misi al lavoro nel pomeriggio del giorno precedente allo spet...

3 maggio 1968

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E' VIETATO VIETARE! Gian Paolo Ragnoli Il 3 maggio 1968 a Parigi gli studenti occupano l’università della Sorbona, per protestare contro la chiusura dell’università a Nanterre e contro l’espulsione di molti studenti, dando così inizio a quella vasta e variegata rivolta sociale oggi nota come “il maggio francese“. Si trattò di una grande rivolta spontanea, di natura sociale, politica, culturale e anche filosofica, indirizzata contro la società tradizionale, il capitalismo, l’imperialismo e contro il potere gollista allora dominante. Il moto di ribellione della gioventù studentesca di Parigi si estese al mondo operaio e praticamente a tutte le categorie della popolazione sull'intero territorio nazionale,  il più importante movimento sociale della storia di Francia del XX secolo. Fu un’esplosione sociale complessa, a volte anche violenta, ma ancor più spesso ludica e festosa: il maggio ’68 apparve come un momento collettivo e massiccio di passione rivoluzionaria, di fe...

KAFAZ

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Elio Dolcelli  "MI CHIAMO KAFAZ E SONO TROTSKISTA della 4a INTERNAZIONALE."  Ero seduto sugli scalini dell'Unione Fraterna, quando si presentò. Ricordate il suo modo di parlare e dondolare il corpo come se volesse scappare via?  Sapevo chi era, mai ebbi l’occasione di parlargli. Chiese a un compagno di dirmi che "Voleva" vedermi.  Secondo lui ero adatto x fare Gaetano Bresci. Voleva girarlo, il filmato, alla Chiappa. Ovvio rifiutai, così pure x fare Amleto. Spettacolo da fare all'Unione fraterna. Quando sposai Anna mi piombò in casa, stavo in via Biassa, mi regalò tutti i dischi dei Genesis; disse: “Io in chiesa non entro !". Salutò e se ne andò. Più volte, negli anni, ci  siamo rincontrati oppure passava lui da me. Non ricordo se fu due o tre anni fa, venne a trovarmi. Per quanto non fosse cambiato, avevo l’impressione che qualcosa non andava. Riparlammo del tempo passato e rispuntò una denuncia che presi io x lui: era fine primavera del ...

Il nostro indiano metropolitano

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Voglio anch'io ricordare Roberto Sani , l'indiano metropolitano del settantasette spezzino. Oltre alle parole che ho già scritto nei commenti ai molti bei post dei social, aggiungo una mia foto che lo ritrae (è il primo da destra) e l'accompagno con una poesia di un nostro comune amico.  Paolo Luporini VOI Penso spesso a voi. A volte mi pare possibile addirittura ricordare l'esatta composizione dei cordoni, la fila dei volti, tutti i nomi, le storie. Quel giorno che mi ricordo oggi la primavera aveva un altro odore, le leggi di natura, le mura dei castelli parevano pronte a piegarsi al desiderio. Il desiderio, quello che non è un tram, scherzavo ma fosse stato un tram sarebbe ripassato. Qui, alla fermata, il tempo è come appeso, le angosce del presente son lontane, all'edicola scorgo come sempre  tre quotidiani comunisti. "Col caffè alla mattina" avevo scritto un altro giorno in cui pensavo a voi. [Giambo Gian Paolo Ragnoli]